Una passione "spacchiosa" Capitolo 2

Rimanevan lì seduti sulle scalinate a parlare per ore ed ore sempre degli stessi argomenti. Impaziente di vederli andar via e sentir il rombo di quei cancelli, iniziando così a fantasticare con l'immaginazione. Tra una birra e una altra quasi sempre chiacchieravano di ipotetiche modifiche da apportare alle moto, ma poi tra un discorso e un'altro finivano sempre a parlare di ragazze. A quei tempi se volevi un pezzo per la tua moto non acquistavi su internet, probabilmente gli amici dello zio non sapevano neanche cos'era internet. Si andava direttamente nei negozi o nelle fiere per chi aveva qualche soldo in tasca, altrimenti si riciclava qualche pezzo dallo sfascia carrozze o si barattava con qualche altro amico, poi con qualche modifica, qualche saldatura e un po' di vernice usciva fuori un'opera d'arte. Gli amici di zio Salvo, sapevano fare un po' di tutto sulle loro moto. Durante la settimana si ammazzavano di lavoro, chi faceva l'imbianchino, chi il fabbro, chi il muratore e chi invece dedicava tempo e fatiche alla disoccupazione, ma avevano sempre tempo per apportare qualche modifica alle moto nel fine settimana. Non navigano nell'oro ma qualche soldo in tasca per far festa e permettersi qualche lusso sul "cancello" si trovava sempre. Sono cresciuto con i loro insegnamenti, imparando regole non scritte, disciplina e rispetto in questo "mondo" che non sempre è fatto di solo divertimento. Comunque quei disgraziati ne macinavano chilometri! Conoscevano ogni angolo della Sicilia, presenziavano ad ogni evento o raduno, ma le avventure più belle erano quando uscivano senza una meta, ed era bello ascoltare invece le disavventure. Spesso gli sentivo dire : tu si ché sei un vero "baicher"! Baicher? Non ero una cima in italiano non sapevo neanche coniugare i verbi, figuriamoci se masticavo l'inglese. Il "traduttore di Google" non c'era ancora ed il dizionario d'inglese, chissà in quale zona della casa era disperso. Comunque un giorno chiesi a mio zio, cosa significasse sto "baicher" e lui mi spiegò: il VERO BIKER é quello che la moto la vive giorno per giorno, sole, vento, pioggia,non fa nessuna differenza lui cavalca sempre la sua moto, la cura, la sistema perché la ama con passione come se fosse la sua donna; e ricorda.. non sempre il biker ha bisogno di un gilet per dimostrare quanto vale, il valore di un biker si calcola dai ricordi che lascia dopo un viaggio, dalle esperienze, dalle risate,dagli abbracci e strette di mano sincere. É uno stile di vita basato su onore e rispetto reciproco. Beh.. quelle parole mi rimasero impresse! Minchia essere un Biker doveva essere veramente spacchioso! Volevo diventare come loro, sí... volevo essere uno di loro!! ma avevo molto da imparare! Prima di tutto distinguere un'Harley da una Jap. ... continued next week


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