Una passione "Spacchiosa" capitolo 1°

Premetto che non sono uno scrittore ne tantomeno un acculturato, a stento ho preso il diploma uscendo con la sufficienza. Spesso però leggo libri (una malattia che ho preso da pochi anni) e mi documento (sopratutto con i libretti di manutenzione), quindi troverete nel mio contenuto parole semplice e tecniche. Ringrazio Gaetano Santo Wanderlust e il suo staff che mi danno la possibilità di roccontare alcuni episodi della mia vita e come è nata in me la passione per le Harley.

Correva l'anno 2000, avevo 15 anni quando iniziavo a provare ammirazione per le moto custom, non capivo però la differenza tra un' Harley da una giapponese.

Per me sembravano tutte uguali, erano poche quelle che giravano dalle mie parti, quelle poche però... si sentivano eccome!!

Mio zio ne possedeva una nel box sotto casa, una 883 del '85. Non mi piaceva perché non era aerografata ne "customizzata" . Non conoscevo ancora il termine "custom", ne sapevo cos'era una 883. Io le classificavo con due termini semplici "spacchiosa" = bella, "na minchia" = brutta. Quella di zio Salvo era semplicemente nera con una scritta : 883. Bhooo??!

Quando zio Salvo parlava con mio padre finivano quasi sempre a discussioni animate per colpa di quella 883. Diceva che gli era costata un sacco di soldi quel "cancello", mio padre amante di un'altro genere di moto, gli diceva che con quello che aveva speso per quel "cancello" poteva comprarne quattro di moto serie (esagerato). Bhoo a me faceva ridere quel termine "cancello".

Ogni sabato pomeriggio venivano quatto amici di mio zio a trovarlo, li chiamava "fratelli" chissà perché. Si ritrovavano sotto casa mia a bere e ascoltare musica fino a tardi. Li sentivo arrivare, erano favolose!! Un rombo assordante, mi alzavo addirittura dal letto per vederle arrivare,il che eta tutto un dire, il rombo era così assordante che mi faceva venire la pelle d'oca. Attraversavano le strette vie del mio quartiere, sgasando ogni due metri,quelle marmitte scoppiettanti, quei ritorni di fiamma sembrava capodanno! Capelli lunghi al vento, barbazze, braccia tatuate e gilet rattopatti con tante "etichette" pensando... quanti buchi avranno avuto quei gilet per ridurli così? La prima era gialla, aerografata con delle gocce d'acqua blu, le marmitte sembravano le  pinne di un pesce (fishtail), l'altra era blu elettrico con tanti teschi rossi, forcelle inarrivabili e cromature che ti abbagliavano perfino l'anima, l'altra ancora tutta nera lucidissima senza cromature, una chitarra legata al sissybar, manubrio altissimo che non capivo come facesse a guidarla se il tipo ero più basso di me.L'ultima sembrava uscisse da una discarica, carrozzeria arrugginita, al posto del filtro aveva un padella... sì sì proprio una di quelle dove cucinavi le uova, una borsa laterale con appeso una tazza, campanelline dappertutto, sella bucata e un ombrellone da spiaggia legato al sissybar.

Non capivo perché gli amici dello zio invidiavano la sua moto, la ammiravano e alludevano nel possederla. Ma come!? Le moto che avevano loro erano "spacchiosissime" nuove fiammanti e loro volevano averne una come quella di mio zio? Mhaa! Secondo me il sole cocente del primo pomeriggio gli dava in testa. Intanto continuavo a non capire la differenza tra quelle moto custom.

To be continued...next week

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