La perfezione dell’imperfetto.

Nuova vita al Re. I lavori che ci piacciono.

Per poter eseguire un lavoro perfetto è necessario avere delle grandi qualità artistiche ma se il lavoro da eseguire deve sembrare “imperfetto” allora bisogna avere un grande talento e un pizzico di genialità.

Oggi voglio parlarvi di un lavoro artistico e geniale eseguito su un Road King 1340 del 1995.

Il proprietario di questo touring si chiama Aldo Borrello, un amante del bello, dell’armonia e della perfezione. Ex ufficiale dell’esercito ha deciso di dedicarsi a pratiche più spirituali ed ha trovato la giusta dimensione nella pratica ed insegnamento del Kundalini Yoga diventando anche operatore olistico e shiatsu.

Il suo spiccato senso dell’armonia lo ha spinto tempo fa ad acquistare un Road King 1340 del 1995, da molti definita “la vera harley“.

Non un semplice mezzo di trasporto ma una vera leggenda su due ruote capace di trasmettere emozioni ogni volta che ci si sale in sella. Con grande attenzione ha sempre curato ogni dettaglio e la scelta degli accessori del suo King in maniera da mantenere quella magica armonia.

Eccolo qui come era il suo King fino a qualche settimana fa... un King di 26 anni, meraviglioso sotto ogni punto di vista.... eppure... eppure per Aldo mancava qualcosa.

Non riusciva a capire cosa potesse mancare o cosa c’era da modificare per arrivare ad una personalizzazione assoluta vicina il più possibile alla perfezione.

Dopo notti insonni (e chissà quante ore di meditazione) arriva la soluzione.

L’incontro con Francesca, professionista in aereografie, colorazioni, customizzazioni e tecniche innovative basate su studi classici alla scuola di belle arti è il ponte metafisico che lo porterà al raggiungimento del suo progetto.


Francesca ascolta Aldo ma soprattutto riesce a leggere il suo desiderio e la sua anima. Capisce che di fronte non ha un semplice cliente a cui dover presentare una mazzetta con i vari colori ma che questa volta può ”azzardare” a proporre qualcosa di unico... di speciale... una opera d’arte...

Aldo percepisce il lampo di genio che brilla in Francesca e decide di affidare nelle sue mani il suo amato King.

Aldo non stabilisce una data per la consegna della moto con i lavori finiti perché sà che le cose belle hanno bisogno di tempo ma ogni giorno che passa, Aldo assapora quel lento trascorrere del tempo... lui lo sà che il viaggio è più importante della meta, lui lo sà che viaggiare a 80 Km/h è più piacevole che correre a 170 Km/h e quindi con la calma filosofica che solo un maestro di Yoga può avere, mi spiega al telefono il suo progetto.

”Dovevo verniciarla perché è una moto di 26 anni ma non può essere nuova e scintillante... deve trasmettere la sua storia... altrimenti sarebbe come incontrare un vecchio saggio che ha appena fatto un lifting eliminando ogni ruga ed ogni segno del tempo e della propria vita dal suo volto”.


Lo ascoltavo al telefono ma non riuscendo a capire le sue parole continuavo a chiedergli:

”Ok ma di che colore la stai facendo?”.

Lui, con un sorriso disarmante mi rispondeva: “Non sarà un colore, sarà una emozione”.


Devo ammettere che quelle parole hanno stuzzicato notevolmente la mia curiosità e sono rimasto anche io in “dolce attesa” di questo “parto di genialità“.


Poi un sabato mi squilla il telefono, era Aldo che mi aspettava in un paese vicino casa mia.

Mi ha solo detto: “L’ho presa”... ed io ero già in sella guidando il mio King verso il luogo d’incontro.


Certo, era diversa nei colori ma a prima vista non ho percepito tutta l’emozione di cui mi parlava Aldo...

Lui, sempre calmo e con il sorriso di chi ha raggiunto il massimo del piacere, mi invita ad avvicinarmi e ad ammirare con maggiore attenzione...


La prima cosa che salta ai miei occhi è il logo... a dire il vero mi sembra fatto a mano con un tratto non molto...”deciso”.


È lui stesso, vedendo la mia incertezza, che mi invita a guardare le linee disegnate sul batwing... che a dire il vero... trovo anche io un po’ fatte male...


Così come la vernice del parafango, mi sembra che presenti delle macchie più scure...

A quel punto mi arrendo e chiedo ad Aldo di spiegarmi cosa sono tutte queste macchie ed imperfezioni...

Aldo con il suo sorriso sornione mi dice... sono le rughe sul volto del vecchio saggio... volevo che la moto mostrasse con orgoglio la sua età, come se l’avessi tirata fuori da un pollaio dopo 26 anni e, senza pulirla, non ho resistito a montarci su e macinare chilometri... per poter fare questo abbiamo usato la tecnica dello “sporcato” cioè abbiamo creato ad arte delle imperfezioni visibili solo da vicino e che cambiano a secondo della direzione e della quantità di luce che arrivano sulla carrozzeria della moto.

Devo confessare che in quel momento mi si è aperto il quarto chakra (quello del cuore) e in un momento tutta la mia vita mi è passata velocemente davanti come i fotogrammi di un film... ed ho capito...

Ho capito che dobbiamo accettarci per quello che siamo, perché quello che siamo è il risultato di quello che abbiamo fatto fino ad ora... che il tempo ha un valore enorme nella nostra vita, diventa prezioso quando passa e, cancellarlo, significherebbe cancellare parte della nostra storia... ma sopratutto ho capito che attraverso l’arte non smetteremo mai di imparare e di stupire... anche se utilizzata per riverniciare una moto.