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Gargano

Prima tappa di questo itinerario alla scoperta del Gargano è Manfredonia.

  • Lo straordinario patrimonio archeologico della città, nata sulle rovine dell’antica Siponto, è custodito nel Castello svevo-angioino a picco sul mare, sede del Museo Archeologico Nazionale. Qui sono conservate importanti stele daunie, lastre funerarie incise su pietra calcarea, reperti paleolitici, sculture dalla necropoli di Monte Saraceno, il lapidario romano-medievale e anche un’originale collezione di archeologia subacquea con i “tesori del mare”. Fu Manfredi, re di Sicilia, ad abbandonare il porto della vecchia Siponto per fondare la città e a disegnare anche la bella Cattedrale e la fortezza sveva-angioina a strapiombo sul mare, sede del Museo Archeologico Nazionale. Qui si possono ammirare i resti della vecchia Sipontum, insieme ai reperti archeologici di Coppa Nevigata e del Monte Saraceno, e all’affascinante Basilica di Santa Maria di Siponto. Poco distante, sorge l’Abbazia di San Leonardo, costruita dai Templari e tappa importante della via Francigena del Sud.
    Nel centro storico, i palazzi nobiliari si mescolano alle casupole in pietra o in tufo. In piazza del Popolo, troneggiano il Palazzo Comunale e la Chiesa di San Domenico, mentre è un minuscolo gioiello gotico la Chiesa di San Francesco.

  • Ci spostiamo quindi a Monte Sant'Angelo  conosciuta in tutto il mondo per la sua storia religiosa, divenendo meta d’obbligo nei pellegrinaggi micaelici. Santi, imperatori, papi, re o semplici fedeli sono giunti fin qui per inginocchiarsi davanti all’altare dell’Arcangelo Michele. Il centro abitato è il più elevato del Gargano (843 m.) ed è situato in una mirabile posizione panoramica su uno sperone a sud del promontorio, con vista mozzafiato aperta ad ovest sul Tavoliere e a sud sul golfo di Manfredonia. Sede del Parco Nazionale del Gargano e Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO, la vita della cittadina è concentrata intorno al Santuario di San Michele Arcangelo, realizzato tra il V-VI secolo quando, secondo la tradizione, sarebbero avvenute le apparizioni dell’arcangelo in una grotta. I Longobardi, che in quel periodo dominavano nell’Italia meridionale, ne fecero il loro santuario nazionale. In breve tempo divenne un centro rinomato in tutta la Cristianità e meta obbligata, non solo per i pellegrini di tutta Europa, ma anche per i Crociati in partenza per Gerusalemme.

  • Il centro storico di Vieste, comunemente chiamato “Vieste Vecchia”,  sorge compatto su un roccione dominante il mare  che si estende dalla spiaggia del castello a quella della “marina piccola” attraversando la sottile lingua di terra di “punta San Francesco“.
    Il borgo antico, di origine medioevale ha mantenuto quasi intatti i caratteri originari, con le sue caratteristiche viuzze irregolari, le piazzette/belvedere (aperte alla vista del mare) e le  case a schiera segnate nel prospetto da piccoli ballatoi/balconcocini (mignali) e unite in corrispondenza delle stradine da piccole e caratteristiche arcate.
    All’interno delle antiche mura cittadine il tessuto architettonico diventa fittissimo e segnato da un dedalo di viuzze in parte gradinate. I palazzi, le chiese ed i tipi edilizi residenziali minuti appaiono compatti e massicci, quasi a sembrare un’ unica costruzione.

  • Peschici è situato quasi sulla punta del promontorio del Gargano, lungo il tratto della costa rivolto verso nord. Questo paese vanta origini molto antiche, in passato infatti molte popolazioni occuparono questo territorio che si caratterizzava per la sua posizione strategica, da cui era possibile sorvegliare le coste e difendersi in maniera efficace, e che oggi ci meravigliano per la bellezza delle alte scogliere su cui si erge il borgo del centro storico del paese. Tutta l’area circostante Peschici pullula di strutture e luoghi che trasudano storia e la testimoniano con la loro bellezza. La necessità del passato di difendersi dagli attacchi provenienti dalla terra e dal mare aveva portato alla costruzione di torri difensive e di vedetta, alcune delle quali si possono ancora trovare sulle alture circostanti o in vista della costa. I fortilizi sono spesso ancora visibili sulle alture a picco sul mare e delle torri, un tempo erette a forma di tronco di piramide, restano le rovine, ma alcune si conservano ancora in buono stato e sono visitabili. Quella di Monte Pucci ad esempio offre panorami mozzafiato.

  • Rodi Garganico dispone di un porto che le assicura collegamenti con le Isole Tremiti e scambi con le dirimpettaie coste dalmate. L’economia si basa sul turismo, sulla pesca e sull’agricoltura, in particolare di arance e limoni. Da visitare il Santuario della Madonna della Libera e il Convento dei Cappuccini sulla strada per  San Giovanni Rotondo. Il centro storico, conserva le caratteristiche di un antico borgo marinaro e non ha costruzioni di rilevante valore artistico. Unico scopo di questa antica popolazione di pescatori, era difendersi dal nemico proveniente dal mare. Le abitazioni, pertanto, sono edificate le une accanto alle altre quasi a volersi sovrapporre.

  • Parco Nazionale del Gargano, esteso su un’area di oltre 120.000 ettari, il Parco Nazionale del Gargano è tutto da scoprire tra antiche foreste e arcipelaghi bagnati dall’acqua cristallina. Quasi una regione nella regione, il Parco Nazionale del Gargano copre un’area di più di 120.000 ettari ospitando innumerevoli habitat. Qui trovano spazio diverse aree protette tra cui la Riserva Marina delle Isole Tremiti, unica nel suo genere per la straordinaria bellezza dei fondali marini e per le grotte naturali. Nell’entroterra del promontorio garganico verdeggia l’ultima testimonianza della Foresta Umbra, un habitat molto esteso già in epoca preistorica. Molte sono le possibilità di esplorare il parco a piedi o in bicicletta grazie alle attività dei centri visita, dagli enti gestori e dai comuni, tra cui itinerari ed escursioni di tipo sportivo, naturalistico, eno-gastronomico, storico-artistico e religioso.

  • San Nicandro Garganico con i suoi 19.000 abitanti, Sannicandro é uno dei più popolosi centri garganici. L’abitato si é sviluppato intorno al castello di origine normanna. Tuttavia, l’intero centro storico, con le ripide scalinate di calcare e gli stretti archi imbiancati a calce, é di notevole valore suggestivo. Le attrazioni più importanti sono la chiesa di Santa Maria del Borgo, l’antico abitato bizantino di Devia, la chiesa romanico-pugliese di Santa Maria di Monte d’Elio e il bellissimo stadio della Pozzatina, la più grande dolina di Puglia, una delle più interessanti manifestazioni di carsismo, a 5 km dal paese. Nella frazione marina di Torre Mileto, si può trovare l’antica torre costiera omonima e la cristallina cala di Calarossa.

  • Apricena detta anche la capitale della pietra, alle porte del Gargano, incanta con fantasie di roccia e reperti archeologici. A poco più di 10 km dalle città d’arte Lucera e San Severo, Apricena è il terzo polo marmifero in Italia e il primo del Meridione, conosciuta soprattutto per l’esportazione della pietra da taglio. Apricena è una delle “porte” del Gargano, vicina alle zone lacustri di Lesina e del Parco Nazionale del Gargano, punto di partenza ideale per immergersi nelle bellezze del territorio, come le cave, luogo d’importanti ritrovamenti e oggi suggestivo sfondo di concerti e festival. Rasa al suolo dal terremoto del 1627, è stata ricostruita in soli tre anni dalla popolazione. Sulle macerie di un’antica residenza federiciana, la famiglia dei principi Bancia ha edificato un castello al centro della città, mentre altre tracce del periodo normanno-svevo sono la Rocca di Castel Pagano e il Pozzo Salso, voluto dall’imperatore. Era una tappa irrinunciabile degli antichi pellegrinaggi e, ancora oggi, conserva il suo fascino, il Santuario di Maria Santissima dell’Incoronata.

  • La città di San Giovanni Rotondo, meta di pellegrini che accorgono da tutto il mondo per portare omaggio alle spoglie di San Pio da Pietralcina, fu fondata nel 1095 sulle rovine di un preesistente villaggio del IV secolo a.C.; di questo borgo restano dei segni visibili, come alcune tombe ed un battistero circolare (l’epiteto “Rotondo” deriva proprio da questo) che anticamente era destinato al culto di Giano, Dio bifronte, e in seguito fu consacrato a San Giovanni Battista. Anche se il centro storico è ricco di chiese e tradizioni, l’attenzione di gran parte dei fedeli si concentra sui luoghi legati al culto di Padre Pio, ovvero al complesso conventuale di Santa Maria delle Grazie (formato dal convento dei cappuccini, da una chiesa antica ed una chiesa nuova entrambe dedicate a Santa Maria delle Grazie), l’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza e il nuovo santuario di San Pio.