Viaggiare è una cosa seria! Capitolo uno

Avere una grossa motocicletta, un Touring, ti permette di porter caricare a bordo molti bagagli rispetto a qualunque altra Harley-Davidson.

Il motore ed il telaio sono talmente potenti e robusti che due passeggeri e bagagli viaggiano senza alcun problema.

Molti ne fanno uno stile di vita, una goliardia e in certe occasioni anche un’arte.

Io molte volte mi sono trovato a dover cambiare regione e luogo dove vivere per motivi di lavoro e la mia moto mi ha sempre seguito, ha sempre viaggiato con me, dormito nei garage più strani o di fortuna, negli Hotel più accampati o nei capannoni industriali.

Quando la caricavo ogni volta per un nuovo viaggio, era uno di quei momenti più belli in cui il cuore mi batteva a mille pensando, sia a quello che mi aspettava, sia a quello che lasciavo riflesso dagli specchietti retrovisori.

Corde.. elastici.. cinture.. cinghie.. nastro americano.

Ogni oggetto impegnato nel carico aveva un senso, un compito ed una mansione ben precisa e più la facevo ignorante, più mi piaceva.

Doveva essere organizzata e utile, facile da montare e smontare ovunque senza perdere mai nulla.

Sgraziata ma con stile, non mettevo mai nulla che non seguisse un idea, un riferimento a me ed il mio retaggio.

Mi sembrava quasi di comporre una scultura, un opera d'arte, considerando come nella mia traversata, molti sicuramente mi avrebbero giudicato, era quindi un ritratto di me e della mia passione fuse insieme.

Una moto che si sarebbe fatta bella mostra di se al cavalletto in riva al mare, spingendo il gas sotto il sole o dentro un temporale.

Doveva colpire forte allo stomaco come un pugno, chi la guardava ferma li eroica all'uscita di un autogril.

Doveva innescare i sogni di un bambino chiuso nella monovolume accanto, ferma al semaforo, mentre dallo stereo urlavano i Pink Floyd, gli Ac/Dc o i Perl jam.

Un ritratto che doveva durare nel tempo ma anche evolversi sempre di più, dopo anni e ogni viaggio è diventata una caratteristica che è cresciuta insieme a me!

L’importante ero io, la mia strada e quel viaggio la cui destinazione era solo un pretesto per andare!




Sul nostro gruppo Love Touring ho trovato molti come me che hanno vissuto esperienze simili alla mia, con uno di loro,

Tommy Posalos, ci siamo ritrovati a parlare del suo lungo viaggio di sola andata... una scelta di vita importante... una coppia ed un touring!

Ci siamo scritti quando avevo già completato questo articolo ma, volevo inserire anche la sua testimonianza.

Tommy, alla mia richiesta di scrivere a quattro mani questo pezzo, mi ha risposto:


Vedi Gaetano, essere sintetici con questo viaggio è parecchio difficile perché, questo a differenza degli altri è stato un viaggio verso l'ignoto”



Già io mi sentivo un nodo in gola, non so voi, immaginando quello che ha potuto vivere:


“È stata una scelta sofferta, perché lasciare il tuo paese è sempre triste, soprattutto farlo quasi 5 anni fa a 56 anni non è semplice!

In quei borsoni c'era tutto quello che ci serviva, si perchè eravamo in due, per un viaggio di solo andata per un cambio vita, prima di partire ho venduto e regalato anche le serrature delle porte, in sintesi non era un viaggetto di 500 km per la vacanzetta, ma di un addio all'Italia. Comunque sono sempre stato molto ironico e come voi del gruppo, diverte e stupisce anche me vedere la mia bimba carica come un cammello, ma la vita è bella anche per questo, le follie vanno vissute altrimenti sei uno zero.”


Ho chiesto qualcosa di più a Tommy, un uomo che ancora non ho mai avuto modo di sentire nemmeno la voce, ma che già con i suoi racconti ha attirato la mia attenzione, come spero la vostra....





il continuo nel prossimo capitolo!

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