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Una copia più economica dell’ Harley-Davidson: la “Harlette”

Nei primi anni venti l’Harley-Davidson aveva conquistato in Europa una enorme nomea sui campi di gara. Le grosse cilindrate dei suoi motori consentivano ai piloti di prevalere sugli avversari, dotati di moto con cilindrate assai inferiori. Ad esempio, fu in sella a una Harley-Davidson 1000 Model F che il giovane Tazio Nuvolari conseguì la sua prima vittoria motociclistica, sul Circuito di Mantova, nel 1922. Tuttavia, nonostante il prestigio e la diffusa conoscenza del marchio, le vendite in Europa erano in continua crescita, ma come dice Graziano Dainelli, il più grande collezionista italiano di Harley d’epoca, i prezzi di vendita erano enormemente superiori a quelli delle motociclette prodotte nel Vecchio continente. La soluzione per chi non se la poteva permettere, all’epoca erano davvero molti, si materializzò nel costruire una moto leggera  con la quale trarre vantaggio dalla notorietà del marchio e dalla correlata rete di vendita e assistenza.

Ad inventarsi il marchio Harlette, nome femminile francese che richiama foneticamente la denominazione Harley, fu l'importatrice transalpina della Harley-Davidson Stabilimenti Goode & C. di Neuilly-sur-Seine, che ne commissionò la realizzazione all'antica azienda metallurgica J. & H. Gerkinet di Jeumont, appena divenuta J. & H. Gerkinet & Co., con il marchio Géco, dopo l'ingresso societario della belga Fabrique Nationale de Herstal.

Alla fine del 1924 iniziò la produzione della Harlette-Géco 125, una sottocanna tecnicamente modesta, dotata di motore a due tempi Gillet-Herstal (nessun collegamento con la francese René Gillet) e dipinta con la tonalità verde all'epoca adottata dalla Harley-Davidson che, grazie al conveniente prezzo di vendita ed alla correlazione commerciale con la casa statunitense, ebbe un discreto successo. Nel 1926 la Harlette-Géco venne migliorata nella ciclistica e nell'aspetto, con la cilindrata aumentata a 175 cc, in attesa di essere equipaggiata, pochi mesi dopo, con il nuovo motore a quattro tempi con valvole in testa, di eguale cubatura, prodotto dalla svizzera Zurcher.



Anche l'importatrice italiana "Orlandi, Landucci & Lupori" di Lucca decise di testare l'idea importando un paio di Harlette-Géco per esporle nelle sue concessionarie di Milano e Roma, ma gli esemplari francesi non suscitarono l'interesse della clientela. Si decise quindi di realizzare in proprio la moto. Addirittura i tre soci di Lucca depositarono il brevetto.



Nei primi mesi del 1925 la Harlette-Puch 175 venne presentata, questa volta ottenendo un apprezzabile consenso. La nuova motoleggera riuscì a colpire il pubblico per la modernità della ciclistica, dotata di freno a tamburo laterale anche all'anteriore e, soprattutto, per la raffinatezza del motore a due tempi con cilindro sdoppiato, costruito dall'austriaca Puch su progetto dell'ing. Giovanni Marcellino. Si tratta di un propulsore che riprende l'originaria soluzione ideata da Adalberto Garelli, introducendo alcune varianti meccaniche innovative, come l' infulcraggio trasversale del piede di biella a "Y".


La Harlette 175cc Vincitrice del Campionato Italiano nel 1926 grazie al Pilota romano Umberto Faraglia.


Le vendite della Harlette-Puch furono anche incentivate dalle subitanee e numerose vittorie sportive che portarono il pilota romano Umberto Faraglia a vincere la neo-istituita classe 175 nel Campionato Motociclistico Italiano del 1926.

Anche successivamente alla conclusione della joint venture con l'importatrice lucchese, avvenuta nel 1927, la Puch continuò a produrre con proprio marchio il modello di motociclo, nelle cilindrate 175 e 220 cc.

Questo dimostra come la passione  per l’Harley già all’epoca era davvero forte, ma molti non potevano permettersela, questa esigenza ha portato a pensare a un’Harley-Davidson per il popolo e nacque l’ Harlette!

Se è vero il detto: diffidate dalle imitazioni, perché di Harley ne esiste una sola! E’ anche vero che bisogna fare di necessità virtù con un mezzo che la ricordava parecchio e che è riuscito a vincere il campionato Italiano della sua categoria.



A Pag. 42 della rivista Motociclismo datata Gennaio 1925, possiamo vedere la foto dello Stand Harley Davidson alla VI edizione dell’ Esposizione Motociclistica Milanese già nota ai tempi come A.N.C.M.A. Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori, L’attuale EICMA, acronimo di Esposizione Internazionale Ciclo Motociclo e Accessori.

Nello Stand era presente il Signor Beniamino Orlandi, il quale presenta la grandissima novità della motoleggera “HARLETTE” fatta apposta per il nostro mercato da loro brevettato il Marchio .



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