Più di 80 mila km ed è ancora “immacolata”

Sono circa 5 anni che possiedo la mia Harley-Davidson Touring Road Glide.. ho percorso 80 mila km, eppure oltre alla meccanica che non trascuro mai ovviamente, anche l’estetica non dimostra affatto lo stato effettivo di usura!




il mio meccanico ogni volta che facciamo un intervento, oltre a dirmi lusingandomi che in questa moto sembra aver trasmesso parte della mia anima, mi dice che dalle condizioni in cui si trova, sembra proprio di percorrere quei chilometri sulle nuvole!


Oggi 8 Dicembre 2020 vi dedico un approfondimento su alcuni miei metodi sperando sempre che oltre ad intrattenevi possa questo articolo di Love Touring Magazine tornare utile a qualcuno.


Vi parleró semplicemente di un mio personale metodo per un lavaggio delicato ma comunque approfondito della moto!

Cerco sempre di evitare gli autolavaggi, le lancie in genere o tutto quello che potrebbe avere un eccesso di acqua necessaria per il lavaggio.


Per prima cosa diluisco con il 50% di acqua uno sgrassatore non aggressivo che si trova normalmente in commercio.


Lo inizio a spruzzare uniformemente su tutta la superficie della moto per permettermi di detergere e ammorbidire lo sporco.



Dopo di che in un secchio preparo acqua calda e poche gocce si sapone liquido (va bene qualsiasi tipo anche per uso domestico)


Insapono con una spugna tutta la superficie evitando di far andare troppa acqua nella plancia strumenti o nella sella.




Dopo di che risciacquo sempre con acqua tiepida secchio e spugna.


Una volta fatto questo asciugo tutto con delle pezze assorbenti e Pelli sintetiche per la carrozzeria.


Quando la moto è completamente asciutta posso passare alla lucidatura.

Per le parti cromate ed il motore spruzzo a distanza di circa 20 cm senza bagnare troppo del WD 40, che poi provvedo a rimuovere massaggiando con un panno.






Per la carrozzeria invece uso un prodotto professionale per carrozzeria, un Polish dedicato al nero, che bisogna passare energicamente sulla superficie con un panno di ovatta, questa crema lascia una patina sulla moto che poi vado a rimuovere con un panno morbido.





Una volta fatto questo mi assicuro accuratamente di aver lucidato bene tutto e rimosso ogni traccia dei prodotti usati con delle pezze morbide e sempre non ruvide, come tutte quelle che ho usato precedentemente.


Eventuali sporchi persistenti, macchie o altro procedo a rimuoverle sfregando con le stesse pezze umide usate per il lavaggio.


Fatto questo viene la parte più bella:


“Un bel giro in sella per riscaldare il motore e far evaporare via ogni traccia di umido!”


Non scherzo se vi dico che ogni volta, compreso oggi, qualche goccia di pioggia arriva puntuale a farmi i dispetti.


Una volta in garage osservo se del bagnato ha creato delle sbavature sulla carrozzeria che vado a rimuovere ancora con la pelle mentre con amore mi godo quel momento di intimità con il mio ferro!


Questo procedimento ovviamente si può eseguire molto meglio avendo a disposizione un cavalletto per sollevare la moto da terra e smontando la sella e le borse laterali durante la lavorazione.


Richiede molto tempo e dalle 4 alle 5 ore in base alla manualità e condizioni di sporco della moto.




Piccola chicca.


Nella fase di risciacquo spruzzo nel secchio con l’acqua alcune gocce di un profumo che ho creato diluendo nell’alcool una essenza di patchouli.



Spero che anche questo articolo, come molti altri del nostro magazine sia stato di vostro gradimento e magari utile..


alla prossima!




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